È di gran lunga il vitigno piemontese principale: intensamente coltivato nelle province di Asti e Alessandria, diffusamente nelle province di Cuneo e Torino, è presente ovunque in Piemonte e raccomandato in tutte le province; è vitigno estremamente adattabile sul piano colturale, e anche da un punto di vista enologico è caratterizzato da una grande duttilità: le sue uve, dotate di elevata acidità fissa, trovano impiego in una vasta gamma di vini. Sono state anche utilizzate per la produzione di spumanti (soprattutto bianchi), più spesso (grazie alla buona dotazione antocianica e la scarsità di tannini) per vini novelli, per rossi giovani e frizzanti, per vini tranquilli di medio corpo e, infine, con uve ben mature ed affinamento più o meno prolungato nel legno, per rossi ricchi e generosi, non di rado di grande eleganza.
"Questo vino racchiude un discorso, una filosofia, un amore verso le scoscese colline...". Così affermava un rappresentante dell'Accademia della Vite e del Vino nel lontano 1960. Documenti antichi attestano con precisione che ai primordi della civiltà sui pendii preappenninici padani si coltivava la vite. Nell'epoca romana è accertato che nel nord-ovest italico, sulle alture intorno ai tracciati della via Postumia, da Tortona a Casteggio, e dalla Via Aemilia Scauri, da Acqui a Tortona, era un fiorire di vitigno. Uno di questi era certamente il Barbera. É lecito credere che la nascita e lo sviluppo del vitigno Barbera derivino spontaneamente da qualche seme di vitigno antico (autoctono), come del resto altri vitigni nobili che ebbero successo anche fuori dalla loro regione originaria. Il Barbera si trova principalmente nei territori dell'Albese, dell'Astigiano, del Monferrato, e dell'Oltrepò Pavese e sulle colline tortonesi. Il vitigno è fecondo, frutta al terzo anno e dura a lungo. É robusto, rustico, vigoroso, ama le esposizioni ricche di sole (mezzogiorno, levante), soffre poco il gelo. I sarmenti sono di color marrone scuro, rigogliosi e robusti; la gemma è grande e tumida, quasi sferica; la fioritura e tardiva e il fiore non soffre i venti e le nebbie primaverili. La foglia è grande, superiore alla media, con cinque lobi. La maturazione del frutto è tardiva, il grappolo assume forme diverse nella sottovarietà mentre l'acino è più o meno denso a seconda dell'annata: le dimensioni di entrambi dipendono dalla ricchezza degli elementi vitali del terreno; il peduncolo è di colore rosso scuro. L'uva ha sapore semplice e acidulo, anche se dolce; se maturata bene sulla pianta abbonda di mosto colorato.
LE CARATTERISTICHE DEL BARBERA
Vitigno: Barbera all'85% con eventuali aggiunte di Fresia, Bonarda piemontese, Dolcetto, da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 15%. Riconoscimento D.O.C.: D.M.i.p.a.f. 27 settembre 2005. Resa minima per Ha: 90 q.li. Resa massima di uva in vino: 70%. Caratteristiche organolettiche: colore: rosso rubino piuttosto carico; con l'invecchiamento si attenua assumendo riflessi granata; profumo: gradevolmente vinoso, con persistente aroma caratteristico; sapore: secco, fresco, vivace, sapido, robusto; con l'età si affina, diventa di gusto pieno, rotondo, armonico. Gradazione alcolica minima: 11,5 gradi. Acidità totale minima: 5 per mille. Estratto secco netto minimo: 22 per mille. Temperatura ottimale di servizio: 18-20° C. Invecchiamento minimo per legge: non prescritto. Se il vino proviene da uve con gradazione alcolica complessiva minima naturale non inferiore a 12 gradi, viene immesso al consumo con una gradazione alcolica complessiva minima di 12,5 gradi e un estratto secco netto di almeno 23 per mille, con una resa massima ad ettaro di 80 quintali ed è sottoposto ad un periodo di affinamento non inferiore ad un anno, di cui almeno sei mesi in botti di legno di rovere o di castagno, a fare inizio dal primo dicembre successivo alla produzione delle uve, può portare in etichetta la qualifica "superiore". Abbinamenti: antipasti di salumi stagionati, minestre asciutte, risotti, pollame, coniglio arrosto ed in umido, formaggi piccanti o stagionati, selvaggina, carni rosse in genere.