Ampiamente coltivato nelle province di Cuneo (Langhe e circondario di Ormea), di Asti (Colli del Monferrato) e di Alessandria (circondario di Acqui e di Ovada, Tortonese), se ne ottengono vini dal colore intenso (rosso rubino con riflessi violacei) e di intenso profumo, soprattutto se giovani, con sentori di ciliegia e frutti rossi macerati, talora leggermente ammandorlato; i vini Dolcetto sono inoltre caratterizzati da una bassa acidità e da un piacevole retrogusto amarognolo; si consumano giovani o dopo un breve invecchiamento.
Le origini del Dolcetto ha origini autoctone (monferrine secondo il Gallesio). É molto diffuso sulle colline del Basso Piemonte, in quella fascia di territorio che si estende su Langhe e Monferrato, quindi sale e scende sulle Colline Monregalesi e, a nord del Tanaro, sui colli dell'Astigiano, per arrivare, descrivendo un arco che segue le pendici sub-appenniniche della provincia di Alessandria tagliate da Tanaro, Bormida, (Acquese ed Ovadese) e Scrivia, sulle alture del Tortonese e qui finisce. L'etimologia del nome è abbastanza incerta; sulla questione esistono due tesi: una tendente ad individuare le origini del termine Dolcetto, nell'elevato contenuto zuccherino dell'uva matura; l'altra invece più propensa a ricercare la provenienza da "dessert", che significa dosso, collina. Il grappolo del Dolcetto è di grandezza media, piramidale, piuttosto allungato, non molto compatto. Gli acini sono sottili e rotondi, con buccia pruinosa, di colore nero bluastro; la polpa è molto succosa. Le foglie sono piuttosto piccole, pentalobate, con nervature sfumate in rosso vicino all'attaccatura del picciolo. Il vitigno è abbastanza debole di fronte alle malattie crittogramiche; in compenso, grazie al suo ciclo vegetativo relativamente breve, sfugge alle brinate, in quanto germoglia per ultimo (di solito nella prima metà di aprile) e matura per primo in autunno (intorno alla metà di settembre). Si adatta molto bene ad alture comprese tra i 250 ed i 600 metri (in alcuni casi anche 700). Le radici trovano degna dimora in terreni argillosi-calcarei: dimostra grande versatilità con conseguenti notevoli differenze nelle caratteristiche organolettiche di base nei vini prodotti, ognuno avente una matrice ed una personalità ben definite. Ciò giustifica ben 8 Dolcetti D.O.C.: quattro in provincia di Cuneo, uno nell'Astigiano e tre in provincia di Alessandria. Il Dolcetto è un vino precoce, Sopporta molto bene un breve invecchiamento.
CARATTERISTICHE DEL DOLCETTO
Vitigno: Dolcetto 85%; possono concorrere anche le uve a bacca rossa, non aromatiche, "raccomandate" o "autorizzate" per la provincia di Alessandria, fino ad un massimo del 15%. Riconoscimento D.O.C.: D.M.i.p.a.f. 27 settembre 2005. Resa massima per Ha: 90 quintali. Resa massima di uva in vino: 70%. Caratteristiche organolettiche: colore: rosso rubino tendente al violaceo; profumo: vinoso, caratteristico, gradevole; sapore: asciutto, gradevolmente amarognolo, di discreto corpo, armonioso. Gradazione alcolica minima: 10,5 gradi. Acidità totale minima: 4,5 per mille. Estratto secco netto minimo: 20 per mille. Temperatura ottimale di servizio: 16-20° C. Invecchiamento minimo per legge: non previsto. Abbinamenti: minestre, asciutte e in brodo, primi piatti con salse saporite, arrosti di carni bianche, rotolo alla piemontese, taglierini al sugo, agnolotti, salumi. Altre tipologie: si può utilizzare in etichetta la dicitura "novello" secondo la vigente normativa per detti vini.